Responsabilità amministrativa degli Enti e Organismo di Vigilanza

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Lo studio dell’Avv. Marco RUSSO, a Viterbo, fornisce consulenza in materia societaria funzionale alle predisposizione del c.d. modello organizzativo previsto dalla normativa di assoluta attualità che attiene alla “responsabilità amministrativa degli enti” disciplinata dal D.Lgs 231/2000 funzionale alla prevenzione dei reati presupposto il cui novero è in continuo divenire ed aggiornamento e contempla, tra le altre, violazioni in materia ambientale e nell’ambito della gestione del ciclo produttivo dei rifiuti, tutela del lavoro ed in materia di infortuni, reati contro la P.A. nell’ambito del Codice degli appalti, violazioni fiscali e tributarie ed in ambito societario.


Il modello organizzativo di gestione e controllo, se efficacemente predisposto sulla scorta degli assetti societari e cucito sulle esigenze concrete dell’imprenditore come una sorta di abito sartoriale - ove attuato attraverso un adeguato controllo ad opera dell’ O.D.V. (organismo di vigilanza) - è idoneo ad esonerare o limitare la responsabilità amministrativa della società per i reati che vengano commessi da apicali e/o dipendenti.


A tale scopo lo studio legale dell’Avv. Marco RUSSO procede alle seguenti valutazioni degli assetti societari ed in particolare:


  • analisi della struttura, dell’assetto organizzativo e dei vari processi nei quali è articolata l’attività della Società attraverso l’esame della pertinente documentazione e l’intervista delle principali Funzioni-chiave;


  • individuazione e misurazione dei rischi ai quali la Società è potenzialmente esposta “in chiave 231” e redazione del relativo documento di risk assessment;


  • redazione del Codice Etico e del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01 sulla base delle predette attività e tenendo conto delle indicazioni fornite dalla più recente edizione delle Linee Guida di Confindustria



In particolare, il Modello sarà composto dalla Parte Generale, deputata a:

  1. individuare i destinatari del Modello stesso;
  2. richiamare i principi generali che regolano la “disciplina 231”;
  3. dare atto dell’attività di risk assessment posta in essere in via preliminare;
  4. disciplinare la struttura ed il funzionamento dell’Organismo di Vigilanza;
  5. dettare regole generali in materia di flussi informativi e di c.d. whistleblowing;
  6. delineare il sistema disciplinare ad hoc da applicare in caso di violazioni del Codice Etico e del Modello organizzativo; quanto alla Parte Speciale, sarà articolata in tante sezioni quante saranno le categorie di reati-presupposto in relazione alle quali verrà rilevato un rischio potenziale, nella quale saranno implementati i principi di comportamento ed i protocolli di controllo costruiti “su misura” al fine di eliminare o ridurre quanto più possibile i rischi ai quali la Società risulterà essere esposta.


Predisposizione di un modello organizzativo di gestione e controllo ed
Organismo di Vigilanza (O.D.V.) funzionale alle concreta attuazione del
modello organizzativo


Conseguente alla valutazione dei rischi, nell'ottica della redazione del modello organizzativo, lo studio legale si rende al contempo disponibile a rendere concretamente operativo il modello stesso attraverso l’Organismo di Vigilanza e di Controllo che dovrà darne concreta attuazione e che, in base alle effettive esigenze aziendali, potrà essere immaginato di natura collegiale ovvero monocratico con un impegno professionale che potrebbe immaginato su base triennale, rinnovabile. 


Nel caso di commissione dei reati presupposto da parte di un apicale o dipendente, solo laddove si dimostri di avere dato concreta attuazione del modello organizzativo attraverso il controllo periodico cui è deputato l’organismo di vigilanza si potrà beneficiare dell’esonero di responsabilità amministrativa e di tutti i conseguenti profili sanzionatori previsti dal Dlgs. 231/2000.



Si allegano le più recenti Linee Guida della Confindustria (revisione 2021) 

si propone «di offrire alle imprese che abbiano scelto di adottare un modello di organizzazione e gestione una serie di indicazioni e misure, essenzialmente tratte dalla pratica aziendale, ritenute in astratto idonee a rispondere alle esigenze delineate dal decreto 231».

Le Linee Guida «mirano a orientare le imprese nella realizzazione dei modelli, non essendo proponibile la costruzione di casistiche decontestualizzate da applicare direttamente alle singole realtà operative. Pertanto, fermo restando il ruolo chiave delle Linee Guida sul piano della idoneità astratta del modello che sia conforme ad esse, il giudizio circa la concreta implementazione ed efficace attuazione del modello stesso nella quotidiana attività dell’impresa è rimesso alla libera valutazione del giudice. Questi compie un giudizio sulla conformità e adeguatezza del modello rispetto allo scopo di prevenzione dei reati da esso perseguito».


Linee Guida della Confindustria (ultima revisione del 2021) in materia di predisposizione del modello organizzativo di gestione e controllo


Scarica le Linee Guida di Confindustria

Linee Guida di Confindustria

Sentenza n. 23401/2022 (sezione VI° della Cassazione) sulla vicenda "Impregilo" 


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Sentenza Impregilo